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lunedì 2 gennaio 2017

Al San Gerardo un ambulatorio per patologie diverticolari e tumori colo-rettali

Un ambulatorio chirurgico specialistico per le patologie diverticolari e i tumori colo-rettali: è questo il nuovo servizio aperto all'ospedale San Gerardo di Monza. “L’ambulatorio – sottolinea Matteo Stocco, DG della ASST di Monza – si inserisce in un percorso di massima integrazione tra ospedale e  territorio e di collaborazione con i medici di Medicina generale, mettendo in luce ancora una volta l’azienda e i nostri professionisti per l’accessibilità alle cure e alla struttura”. 

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ospedale San Gerardo di Monza
A questo ambulatorio, che risponde all’Unità operativa di Chirurgia Colorettale – Chirurgia I - diretta dal dott. Alvaro Bugatti, possono essere inviati, attraverso la collaborazione dei medici di Medicina generale, tutti i pazienti con diagnosi, o sospetto, di malattia neoplastica colorettale, mediante impegnativa attraverso il Centro Unico di Prenotazione. L’ambulatorio è aperto tutti i giovedì dalle 14.
Il chirurgo, confermata la diagnosi, provvederà a impostare l’iter diagnostico terapeutico corretto informandone il medico di fiducia e prendendosi in carico il paziente.
Attualmente, all’ospedale San Gerardo, i pazienti oncologici seguono il percorso dettato dalle linee ROL (Rete Oncologica Lombarda) e PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Aziendale):
·       Conferma diagnosi (colonscopia + esame istologico)
·       Stadiazione, ossia la valutazione dell’estensione della malattia attraverso esami quali TAC e RMN pelvi
·       Valutazione Multidisciplinare GOI (Gruppo Oncologico Interdipartimentale) in presenza di chirurgo, oncologo, radioterapista, radiologo, endoscopista, anatomo patologo, anestesista, medicina nucleare, genetista
·       Indicazione terapeutica
·       Valutazione Anestesiologica
·       Trattamento chirurgico e/o oncologico medico, talora preceduto nei retti da terapia neodiuvante (la terapia attuata prima della chirurgia o della radioterapia per ridurre le dimensioni del tumore e facilitarne l’asportazione)
·       Rivalutazione Multidisciplinare
·       Inserimento nel programma Follow-up
“I punti salienti di questo trattamento – conferma il dott. Bugatti - sono innanzitutto l’alto volume di patologia con 200 nuovi casi ogni anno, l’alta qualifica degli specialisti, la presenza del team multidisciplinare, il fatto che il San Gerardo sia un centro accreditato per l’applicazione del protocollo Eras (Enhanced Recovery After Surgery) ovvero miglior recupero dopo un intervento chirurgico e degenza breve, grazie anche alla presenza di tecnologie e terapie di ultima generazione”.
A questo fa seguito anche una mini-invasività chirurgica (70% di resezioni eseguite in laparoscopia), significativi risultati immediati e a distanza (mortalità 0%, morbilità 5%), trattamento anche dei pazienti “fragili” e/o oncologicamente avanzati.


lunedì 10 ottobre 2016

Al San Gerardo intervento innovativo "salva aorta"

Intervento innovativo alla ASST di Monza. L'équipe della struttura complessa di chirurgia vascolare diretta da Vittorio Segramora ha impiantato su un paziente di 74 anni un nuovo dispositivo.
Si chiama Aptus endoanchors ed è un sistema di fissaggio che consente di agganciare e garantire l’ancoraggio tra il tessuto dell’aorta e una endoprotesi fissata alla parete aortica, la protesi cioè che permette di “riparare” l’aneurisma dell’aorta addominale.

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Ospedale San Gerardo di Monza

“L’aneurisma dell’aorta addominale – chiarisce il dott. Segramora - è una dilatazione patologica di un tratto di aorta che, se non diagnosticata e trattata per tempo, può degenerare sino alla rottura e tale evenienza, in un’altissima percentuale di casi, porta al decesso del paziente. Il nuovo dispositivo Aptus consiste in una serie di piccole “viti” di ancoraggio che vengono applicate a livello del colletto aortico prossimale per fissare l'endoprotesi aortica alla parete, nelle condizioni in cui il colletto aortico stesso si presenti corto, tortuoso, o con anatomie che potrebbero rendere difficile l’esclusione dell’aneurisma ad opera dell’endoprotesi aortica.
Sebbene l'utilizzo di questo dispositivo non sia una prima assoluta, allo stesso tempo il suo utilizzo è ancora limitato ed autorizzato dalla casa di produzione a pochi centri d’eccellenza in Italia, 15 in totale, tra cui l’Ospedale San Gerardo.
Nello specifico, il paziente, maschio di 74 anni, è stato sottoposto al posizionamento di endoprotesi aortica per aneurisma dell’aorta addominale sottorenale con anatomia complessa. Nel caso trattato, il colletto aortico prossimale si presentava con anatomia sfavorevole, conica ed irregolare e per tale motivo si è deciso di utilizzare le viti Aptus in combinazione con l’impianto di endoprotesi aortica.
Questi dispositivi permettono di offrire l’intervento endovascolare, cioè mini invasivo, ad un numero maggiore di pazienti portatori di aneurisma dell’aorta addominale con anatomia vascolare complessa, per ridurre i rischi di persistenza di sangue e la migrazione della protesi a distanza.
Il chirurgo vascolare che esegue l’intervento può scegliere dove posizionare le viti e fissare la protesi al colletto aortico prossimale. È così possibile garantire ottimi risultati e minori tassi di complicanze a distanza, anche per pazienti con anatomie aortiche sfavorevoli.
L’intervento è stato eseguito dal dott. Segramora, con i colleghi Gaetano Deleo e Savino Pasquadibisceglie: è durato 1 ora e 55 minuti, si è svolto in modo del tutto regolare con un ottimo risultato finale così come il decorso post-operatorio ed il paziente è stato dimesso in buone condizioni di salute dopo quattro giorni.

“Il fatto che l’ospedale San Gerardo sia stato scelto per l’applicazione di questo dispositivo innovativo – dichiara il Direttore Generale della ASST di Monza Matteo Stocco – significa che viene riconosciuta l’elevata eccellenza e professionalità dei nostri chirurghi”.

venerdì 7 ottobre 2016

ASST Monza, screening gratuiti per le patologie psichiche

Dal 10 al 13 ottobre, all’ospedale San Gerardo e all’ospedale di Desio sarà possibile per le donne avere consulenze psichiatriche, compilare test di screening e sottoporsi a visite ed esami gratuiti nonché ricevere materiale informativo su ansia, depressione, disturbo bipolare, psicosi, problemi di sonno.

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ospedale San Gerardo di Monza

“Queste giornate – sottolinea il Direttore generale della ASST di Monza Matteo Stocco - rappresentano un momento significativo di prevenzione e di cura. Estendiamo la disponibilità dei nostri professionisti anche ai genitori, attraverso sportelli di ascolto, informando le famiglie sui disturbi del comportamento alimentare in infanzia e adolescenza per prevenire situazioni di disagio”.



“L’H-Open Day 2016 sulla salute mentale – spiega Francesca Merzagora, Presidente di Onda - è un'iniziativa già collaudata da anni, in cui oltre 140 ospedali prevalentemente del network Bollini Rosa, mettono a disposizione della popolazione servizi per consentire alle donne e ai familiari delle pazienti di poter esprimere il loro disagio in un contesto dedicato. Un progetto di sensibilizzazione per accorciare i tempi nella diagnosi e avvicinare alle cure dei disturbi psichici femminili più frequenti, come ad esempio la depressione che costituirà entro il 2030, secondo l'O.M.S. la malattia cronica più diffusa. Un’iniziativa accolta favorevolmente dalle donne e dai loro familiari che potranno usufruire di visite psichiatriche, colloqui psicologici, sportelli di ascolto e ricevere materiale informativo. Per il terzo anno consecutivo, un gruppo di aziende impegnate anche sul fronte della salute mentale si uniscono a sostegno di questa iniziativa dando prova di grande sensibilità e di credere nell'importanza di fare rete”.

venerdì 23 settembre 2016

10 professionisti del San Gerardo al concerto del Liga

Al Liga Rock Park  saranno presenti anche 10 professionisti del servizio di Anestesia e Rianimazione dell'ospedale San Gerardo di Monza.  Il previsto e altissimo numero di spettatori potrebbe far dilatare in modo significativo il tempo di trasporto all’ospedale San Gerardo di chi fosse colto da arresto cardiaco refrattario, privandolo della possibilità di un trattamento tempestivo.

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Ligabue in concerto al Parco di Monza

Per questo motivo la Direzione Generale dell'ASST in accordo con gli organizzatori della manifestazione, ha deciso di far sì che il personale ospedaliero fosse presente alla due giorni di concerto. Il servizio di Anestesia e Rianimazione del San Gerardo, garantisce dal 2006 alla popolazione monzese, in caso di arresto cardiaco refrattario, il trattamento con circolazione extracorporea (ECMO, ossigenazione extracorporea a membrana). La probabilità di sopravvivenza dei pazienti così trattati è strettamente dipendente dalla velocità di trattamento e quindi di trasporto all’ospedale. Il servizio di Anestesia e Rianimazione avrà la possibilità di garantire direttamente nella sede del concerto il trattamento ECMO riducendo quindi il rischi di ritardo.

Dieci professionisti della ASST di Monza, dalle 16 alle 24, saranno pertanto pronti ad intervenire in caso di necessità.


“Mettiamo a disposizione le nostre eccellenze – sottolinea il direttore generale della ASST di Monza Matteo Stocco – a servizio della popolazione, anche al di fuori dell’ospedale. In questa occasione particolare la presenza dei nostri operatori sarà ancor più fondamentale per garantire la tempestività degli interventi salva vita”. 

martedì 12 luglio 2016

Virus Zika in Brianza, paziente dimessa dal San Gerardo

È stata dimessa e le condizioni generali di salute sono buone per la paziente contagiata dal virus Zika. Si tratta di una donna di 34 anni, residente in provincia di Monza e Brianza, ricoverata qualche giorno fa nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale San Gerardo di Monza di ritorno da un viaggio in Giamaica.

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Zanzara e virus Zika


I sintomi si erano manifestati subito: febbre, astenia, cefalea, lesioni cutanee di tipo esantematico. Sono state proprio le lesioni cutanee a spingere la donna a presentarsi al Pronto Soccorso, dove il sospetto di un possibile caso di infezione da virus Zika è subito scattato.
I prelievi per la diagnosi definitiva hanno confermato il contagio con il virus.
Al San Gerardo, seguendo le direttive del Ministero della Salute, è stato applicato il protocollo per la gestione dei casi di contagio da virus Zika. La donna, fortunatamente non gravida, è stata ricoverata per tre giorni presso il reparto di Malattie Infettive dell’ospedale San Gerardo, ed è stata dimessa in ottime condizioni con isolamento domiciliare per almeno due settimane e l’astensione per la prevenzione da malattie sessualmente trasmissibili per un mese.
Oggi intanto sono partite anche le misure di disinfestazione presso l’abitazione della donna.
E’ il primo caso di contagio nella Provincia di Monza e Brianza e ancora una volta l’ospedale San Gerardo si è dimostrato all’altezza della situazione grazie all’esperienza e alla professionalità del personale. Il caso, a cui ha collaborato anche l'Agenzia di Tutela della Salute della Brianza, è stato seguito dal direttore del reparto Malattie Infettive, Andrea Gori, professore dell’Università Milano Bicocca e dalla dottoressa Francesca Sabbatini.
“La paziente – sottolinea Gori – anche al momento del ricovero è sempre stata bene grazie ad una sintomatologia lieve, senza complicazioni. Non è stata ricoverata per la gravità del caso clinico, ma per una prevenzione epidemiologica”.
Il professore rassicura anche sull’evolversi della situazione: “E’ escluso qualsiasi possibile sviluppo di altri casi. La paziente è stata ricoverata e mantenuta in isolamento. La trasmissione può avvenire solo attraverso la puntura della zanzara tigre infettata, oppure attraverso rapporti sessuali non protetti. Pertanto la donna contagiata non rappresenta alcun pericolo”.

E ancora: “Sottolineo che si tratta di una infezione caratterizzata da una sintomatologia lieve, le cui complicanze possono solo essere quelle di microcefalia nelle donne gravide che sviluppino l’infezione”. 

venerdì 29 aprile 2016

ASST Monza, tecnica innovativa contro il tumore al pancreas

Alla Asst Monza, nello specifico all’ospedale San Gerardo è stato eseguito il 30 marzo il primo trattamento di rimozione di un tumore pancreatico tramite energia a radiofrequenza.
Si tratta di una valida alternativa alla classica chirurgia che si applica nei casi in cui il tumore infiltra o circonda i vasi sanguigni che decorrono adiacenti al pancreas, una condizione che controindica l’intervento chirurgico.


L’ablazione della neoplasia è stata eseguita in anestesia generale e in sala operatoria sotto guida ecografica. Una volta visualizzato il tumore con la sonda ecografica, è stato inserito al centro della neoplasia un sottile ago che eroga energia a radiofrequenza. Il trattamento è durato pochi minuti e durante la procedura è stata verificata, sempre con l’ausilio di un ecografo, l’efficacia.
Lo scopo di questa innovativa metodica è duplice: distruggere la neoplasia e contemporaneamente liberare antigeni tumorali che attivano e stimolano il sistema immunitario del paziente aiutando quindi a controllare la malattia. La massima efficacia della ablazione a radiofrequenza si ottiene quando associata a chemioterapia sistemica.

L’intervento si è svolto su un paziente che aveva già subito due interventi nel 2009 e nel 2011 con 18 cicli di chemioterapia alle spalle. Il decorso ospedaliero si è svolto senza alcuna complicanza e il paziente è stato dimesso: la Tac di controllo ha dimostrato l’efficacia del trattamento ablativo. Questa innovativa tecnica di intervento riduce le complicanze post operatorie e di conseguenza la degenza ospedaliera e i costi di intervento.
Il trattamento è stato eseguito grazie alla stretta collaborazione dell’unità di Chirurgia epato-bilio-pancreatica, diretta dal prof. Luca Gianotti e l’unità di Radiologia interventistica con il dott. Francesco Vacirca e il dott. Rocco Corso, direttore della struttura complessa di Radiodiagnostica.