Fino al 26
febbraio 2017 è possibile visitare al museo MUST di Vimercate la mostra Manzù.
L'accento sull'arte a cura di Valentina Raimondo con 30 opere del grande scultore
bergamasco nel 25° anniversario della morte. Giacomo Manzù,
nome d’arte di Giacomo Manzoni, è stato uno degli artisti più significativi
della storia dell’arte italiana del XX secolo.
Date e orari: fino al 26 febbraio 2017
Biglietti d'ingresso: 5 € intero (museo + mostra)
Dove: MUST Museo del territorio, via Vittorio Emanuele 53, Vimercate![]() |
Manzù, l'accento sull'arte |
Presentazione mostra
La mostra presenta 30 opere del maestro, provenienti dalla Raccolta Manzù di
Ardea della Galleria Nazionale d'arte Moderna e Contemporanea di Roma, da altri
musei - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Raccolta Lercaro di
Bologna, Museo MA*GA di Gallarate, Fondazione Adriano Bernareggi e Collezione
UBI Banca Popolare di Bergamo - e da collezioni private. Dalla mostra emerge un
racconto sulla carriera di Manzù e sulla sua arte focalizzando l’attenzione su
soggetti e nuclei tematici per lui significativi.
Manzù è noto al grande pubblico grazie alle sculture dei Cardinali, un tema che
accompagna la sua carriera fin dal 1934 quando per la prima volta l’artista
vede a San Pietro due alti prelati seduti ai lati del papa. Il Cardinale seduto
è inserito in mostra nella sezione dedicata al rapporto tra Manzù e la chiesa,
accanto al grande bassorilievo con il Cardinale Lercaro, il Ritratto di Papa
Giovanni XXIII, cui Manzù fu legato da profonda amicizia, alla formella con la
Civetta, lavoro per la Porta della Basilica di San Pietro.
La moglie e i figli costituiscono per lo scultore alcuni dei modelli per
eccellenza. Ancora una volta è la passione, quella familiare, a muovere
l’artista. La mostra, nella sezione Amori di famiglia, presenta due
straordinari ritratti di Pio, il figlio tragicamente scomparso nel 1969,
accanto a quelli della seconda moglie Inge, musa ispiratrice dell’artista e una
delle protagoniste assolute della sua arte, e a quelli dei figli Giulia e
Mileto.
Il corpo femminile, la grazia e l’armonia che esso emana, è uno dei temi più
ricorrenti nell’opera di Manzù. Da sola nell’intimità, o nell’atto dell’appassionato
abbraccio con l’amante, la donna è celebrata dall’artista in moltissime
occasioni. Nella sezione Eros e la passione per l’eterno femminino è esposto un
gruppo di sculture e disegni raffiguranti gli Amanti, cui si aggiungono le
altre sculture con donne in posa, o mentre danzano, o mentre si spogliano.
Il rapporto con la natura nell'opera di Manzù è indagato nella sezione Nature
morte, che presenta alcuni dipinti e una Sedia con natura morta, dove il
bronzo, materia tradizionalmente pesante, dialoga con la luce e si
alleggerisce.
Conosciuto soprattutto per la sua attività di scultore, Manzù è in realtà un
artista poliedrico che sperimenta la propria passione attraverso molti
strumenti e mezzi. Abile disegnatore e incisore, si applica anche nel campo
della pittura, della ceramica e dell’oreficeria.
La mostra propone così un viaggio attraverso l'arte di Manzù, costellata di
forti passioni e contrasti. I suoi temi ritornano con costanza nel corso degli
anni e si incontrano e scontrano come Eros e Thanatos, passione e morte, due
elementi imprescindibili per comprendere la sua poetica. La celebrazione della
vita e della morte, la ricerca di una forma riconoscibile eppure astratta, la
costruzione della scultura attraverso una materia pesante come il bronzo e la
resa leggiadra dello stesso per mezzo della luce, sono tutti elementi della sua
opera, facce opposte della stessa medaglia.
Concludono la mostra due filmati, proveniente dagli archivi di RaiTeche. Nel
primo Manzù racconta, nella sua casa-laboratorio di Ardea, come nascono le sue
opere, mentre nell'altro è ripreso mentre realizza un busto del giovane figlio
Mileto.
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